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Botswana ?

E com’è, e come non è, alla fine, abbiam preso e siam partiti.


Massì, d’altronde, come si dice: “viaggiare è gapire.” ( questa non potete capirla, andate avanti ). Ora, spiegarvi in lineare ripetizione di parole quel che solo i sensi primari possono percepire è impresa fallace. Si rischia di fare letteratura tout-court, e noi non la si vorrebbe fare. 


Il Botswana non è esattamente come ce l’aspettavamo. Certo, certo, nessun luogo è come uno se l’aspetta, ma intendevo dire che fra i luoghi da non aspettarsi ce ne sono alcuni di inaspettatamente tali.  


Giorni fa un caro amico, saputa la dipartita in vista, ha mosso audace: “io in certi posti non mi sentirei al sicuro”. Sul mentre, hai capito il frocetto ? Sul dopo, effettivamente.


Il Botswana, effettivamente, non è posto da Mademoiselle né adatto a crasse sicurezze occidentali. Intanto vige quel pilastro della sintesi del diritto e della filosofia: io meno te, mentre uno più grosso menerà me e nelle pause mi riproduco.



Il Botswana, effettivamente, c’è da stare con 4 occhi aperti, pioilludendosi che questo aiuti a limitare i danni. Immondizia e piscio per strada ( strade ? ), ovunque sempre e comunque, prodotti e tutelati da orde di ragazzini neri già al sesto master cum laude dell’università della strada, vabé parificata, mapperò esami in sede.


Il Botswana, effettivamente, io non ci sarei voluto andare, nel senso che a uno non è che gli somministri conoscenza e lo fai uomo nuovo. Dice: si ma è la loro cultura, sono così e vanno contestualizzati. Posto che a una che obietti “contestualizzati” sarebbe da rispondere “dipende dalle problematiche”, lasciate stare il relativismo cultural-antropo-mistico, ché il mondo non è fatto a cassettini: semplicemente, so’ strani forte questi bosvani e io non ho tutti gli enzimi.


Resta solo da capire, ora, perché alla partenza, in stazione, dopo aver chiesto regolari biglietti Eurostar per Napoli, onorandone il debito in contanti e avendoli effettivamente consumati viaggiando per due ore scarse, si sia stati tradotti nel cuore nero extracontinentale, nel Botswana.  

Pubblicato il 3/11/2004 alle 11.16 nella rubrica Diario.

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